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Sistemi di protezione - Virtual Private Network (VPN)

 

Virtual Private Network, ovvero, Rete Privata Virtuale.Vuol dire poter creare una rete aziendale tra sedi, filiali, agenzie, fornitori, stabilimenti, venditori ecc. su tutto il territorio nazionale per scambiare dati ed informazioni, acquisire in tempo reale disponibilita' a magazzino e prezzi aggiornati, inoltrare ordini, registrare immediatamente vendite, ottenere riepiloghi aggiornati all'ultimo minuto, il tutto utilizzando una rete IP altamente affidabile.
Le VPN, inoltre, possono essere utilizzate per accessi in emulazione di terminale, file transfer, condivisione di risorse (file systems e stampanti remote), posta elettronica, accesso a Web site privati e a tutte le applicazioni che supportano IP come protocollo di rete. 
 
Tutte le informazioni transitano su Internet, ma con un altissimo grado di protezione e sicurezza, grazie ai meccanismi di tunneling creati da appositi protocolli di comunicazione (PPTP, L2TP, IPSec ecc.). Qualunque informazione riservata che transitera' sulle rete sara' disponibile solo per gli utenti autorizzati ad accedervi, protetta da sistemi di sicurezza e crittografia che vi metteranno al riparo da qualsiasi intrusione esterna.  
 
In altre parole, una rete privata virtuale costituisce un collegamento a livello dell'infrastruttura di rete, piuttosto che a livello delle applicazioni. Persegue lo scopo di rendere sicuro tutto il traffico sulla rete, creando un tunnel virtuale di protezione che, a sua volta, consente a computer remoti di operare come se possedessero un collegamento diretto sulla medesima rete. 
 
La rete privata virtuale può essere realizzata secondo due tipologie. La prima è tipica del collegamento di una filiale periferica alla sede centrale ed è caratterizzata da una coppia di router, firewall oppure altre apparecchiature specifiche VPN che trasformano in cifra tutto il traffico che li attraversa. Gli utenti finali non hanno alcuna percezione della crittografia applicata. Un collo di bottiglia, in termini di prestazioni, può essere costituito dal dispositivo che provvede alla cifratura e alla corrispondente decifratura, con un effetto negativo variabile in dipendenza della natura del dispositivo stesso. Il secondo tipo di VPN è rappresentato dal collegamento tra il notebook sul campo oppure il PC a casa, verso una filiale o verso la sede centrale. In questo caso, il PC deve essere dotato di un driver specifico per apparecchiature VPN. In aggiunta, poiché VPN opera al livello di infrastruttura, l'utente finale non ha la necesità di interagire con questo driver, come avviene ad es. con il driver del modem, quando tutto lavora correttamente. Il collegamento può essere attivato mediante un qualsiasi ISP (Internet service provider) ed opera come segue: il PC remoto provvede alla cifratura dei dati, mentre il firewall dell'ufficio remoto, i router, il server NT o un'altra apparecchiatura indipendente assicurano la decrittazione, lasciando in chiaro su Internet solamente le infomazioni di instradamento IP. 
 
Gli standard VPN sono in preparazione e saranno applicabili, in futuro, nell'ambito della prossima generazione dei protocolli IP versione 6. Per inciso, ricordiamo che il protocollo TCP (Transmission control protocol) è responsabile del raggruppamento dei dati in pacchetti, con il successivo ripristino originario a destinazione. L'Internet Protocol assicura che i pacchetti arrivino alla corretta destinazione. Attualmente, su Internet viene usato il protocollo IP versione 4. La versione 5 è stata sviluppata circa due anni or sono, ma non è stata mai accettata in maniera significativa. Lo scopo principale perseguito dalla nuova versione di IP è di poter incrementare l'area di indirizzabilità sulla rete. Il comitato IETF (Internet engineering task force) sta lavorando per aggiungere nuove funzionalità al protocollo, compresa la sicurezza. A proposito di quest'ultima area, con particolare riferimento alla crittografia, abbondano i brevetti di tipo commerciale e l'IETF è restio ad adottare qualsiasi standard basato su tecnologie non disponibili liberamente. In definitiva, anche se l'IETF continua ad operare per definire un standard VNP tramite il gruppo di lavoro sulla sicurezza di IP versione 6, restano ancora notevoli ostacoli da superare. 
In realtà, secondo gli esperti, la parte di IPV6 riferita alla tecnologia di crezione delle VPN è insufficiente per assicurarne l'interoperabilità. Infatti, due delle assenze principali nelle specifiche riguardano il protocollo di scambio delle chiavi e uno standard per l'algoritmo di cifratura. I produttori, in mancanza di metodi standard di crittografia delle informazioni e di invio delle chiavi di decrittazione agli utenti autorizzati, proporranno sicuramente soluzioni proprietarie, con tutti gli effetti negativi che si possono immaginare in termini di interoperabilità delle reti. A dimostrazione del fenomeno, la società Checkpoint Software Technologies ha annunciato un metodo per attivare una VPN in IP versione 4, utilizzando una sua propria tecnologia di cifratura. Per funzionare, ad entrambe le estremità del tunnel virtuale devono essere installate altrettante copie di Firewall-1. La medesima società sta anche operando per implentarelo standard VPN IPV6, per quanto possibile, affermando che i suoi prodotti risulteranno compatibili con quanti altri useranno IPV6. Alcuni fornitori sono impegnati su tecniche mirate a riservare l'uso del tunnel a determinate applicazioni, oppure a individui o server prestabiliti. Questo significa che una rete VPN non deve contenere un'intelligenza operativa, poiché può essere configurata in modo da risultare di uso esclusivo per applicazioni o utenti specifici. Una funzionalità di questo tipo è stata promessa dalla società Raptor, per i propri prodotti firewall Eagle. Un ultimo problema in termini di sicurezza è costituito dai momenti in cui i dati viaggiano in chiaro, non cifrati e visibili a tutti. In molti casi, questo avviene all'interno delle reti private per cui, ad esempio, un'informazione che viaggi da una filiale periferica verso la sede centrale, una volta decifrata dal firewall diviene disponibile per chiunque, all'interno della rete interna all'impresa. A questo punto, per garantire la segretezza interna, è necessario attivare tunnel da punto a punto con firewall interni. In alternativa, le stazioni di lavoro dell'impresa possono usare driver VPN, operando come se fossero stazioni mobili.


 
 

 

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